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VINEXPO' BORDEAUX 2011

VINI ITALIANI PATRIMONIO DEL'UMANITA' AL VINEXPO' DI BORDEAUX 2011: ANCHE IL "FRASI 2007" DI MARCO CAPITONINell’ambito della manifestazione Vinexpò 2011 l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero - ICE , realizzerà un ciclo di seminari dedicati al Vino Italiano, incontri tematici ai quali sono invitati operatori della stampa e del trade provenienti da tutto il mondo.
Il 2011 è l’anno del 150° anniversario dello Stato Italiano ed è per l’Italia un momento importante per la Storia del Paese, per l’occasione il tema per il ciclo di incontri è, quindi, dedicato al rapporto tra il Vino e l’Italia.
Uno degli incontri sarà destinato ai Vini Italiani Patrimonio dell’Umanità.
L’Italia ha centinaia di località riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità per le valenze storiche artistiche e paesaggistiche. In molti di questi territori si producono vini che, pur collocati in Italia, appartengono al genere umano. E' in quest'ambito che è inserita anche la Val d’Orcia:
"Tra le aree più significative del paesaggio agrario italiano la Val d’Orcia costituisce un esempio di perfetto equilibrio tra la natura e l’impronta dell’uomo.
Una simbiosi che produce vini di qualità eccelsa in un contesto ambientale unico"
A rappresentare la Val d'Orcia anche il "Frasi 2007" di Marco Capitoni
Il vino che rappresenta la selezione aziendale, viene prodotto infatti solo nelle annate in cui la bontà dell'andamento stagionale lo consente. Espressione del vigneto più vecchio, un appezzamento impiantato nel 1973. L'uvaggio è composto dalle varietà più classiche della Toscana. Complice, poi, l'uso della botte grande di legno per l'affinamento, Marco capitoni ottiene un vino dai tratti molto tradizionali, dove emergono i caratteri decisi del territorio, segni forti della " toscanità

veduta della città di Pienza
le colline della Val d'Orcia
la cantina
 panoramica della Val d'Orcia
Particolare della Pieve di Corsignano
la Pieve di Corsignano

Legàmi

... le nostre mani si muovono attente tra le foglie verdi per sistemare i tralci.
Le nostre braccia sembra che si uniscano ad altre braccia: i tralci della vite.
E, sempre con il naso all'insù, a vedere se piove o se fà bello
si pena tanto nelle cattive annate, ma forse altrettanto nelle buone,
perché allora dipende solo da noi... Marco Capitoni
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