Cartolina Famiglia Capitoni
Capitoni Vino News

VINITALY 2017

Ti aspetto al prossimo Vinitaly - dal 9 al 12 Aprile 2017, padiglione 9 Toscana stand A15 per assaggiare insieme:
"TROCCOLONE" 2016 - la seconda vendemmia sperimentando l'anfora.
"CAPITONI" 2013 - il vino, che praticando un accurata selezione ogni anno, viene prodotto dal 2001.
"FRASI" 2012 - solo nelle vendemmie migliori da un vigneto di quasi 50 anni.
In più qualche vendemmia dell'ultimo decennio per scoprire l'evoluzione dei nostri vini
Marco Capitoni

TROCCOLONE

L'ULTIMA NOSTRA INTERPRETAZIONE DI SANGIOVESE
DOVE NASCE E’ nato dalla volontà di valorizzare le uve provenienti da una singola porzione di vigneto che,vinificate separatamente ormai da diversi anni, ci davano sempre un vino particolarmente interessante per ricchezza di profumi e freschezza nella beva.
PERCHÉ L’ANFORA Consapevoli di queste potenzialità si è cercato un contenitore che permettesse la fermentazione delle uve e l'evoluzione del vino ricavato, esaltandone le caratteristiche originarie e gli aromi varietali. Dopo alcune prove fatte a partire dalla vendemmia 2012, siamo arrivati alla conclusione che il modo migliore sarebbe stato quello di utilizzare la terracotta. Un lungo percorso di ricerca delle giuste caratteristiche ci ha portato a scegliere 2 giare in terracotta da 5 hl costruite con terra dell'Impruneta (una zona particolare della Toscana), realizzate manualmente con la tecnica denominata "a colombino" cioè non vengono utilizzati stampi, tutta la superficie è lasciata al naturale, senza alcuna smaltatura, vetrificazione o altro intervento.

Vinitaly 2016

Vi aspettiamo al Vinitaly, padiglione 9 Toscana stand C13 c/o WineSoul per assaggiare insieme le nuove annate di:
"Capitoni" 2012
"Frasi" 2012 e l'ultimo nato
"Troccolone" 2015 fermententato e affinato in anfora

BUY WINE

Firenze 12-13 Febbraio 2016

CAPOLAVORI DEL GUSTO 30/31 GENNAIO 2016 WINE&SIENA PALAZZO SALIMBENI

Vi aspettiamo con le nostre interpretazioni di Sangiovese

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Pienza
Pienza
Pienza
Pienza

L'Azienda

Il “Podere Sedime” è registrato nella proprietà fondiaria del territorio senese fin dal 1692 quando risulta di proprietà della famiglia Gherardi (fonte: Archivio di Stato di Siena).
Potrei cominciare da qui e poi raccontare la ricca storia di questa terra, degli uomini che l’hanno posseduta e coltivata, delle vicende che l’hanno portata ad essere come è oggi. Preferisco però parlare del presente: della mia famiglia, dei nostri obiettivi, di come nasce il nostro vino, perché i risultati che otteniamo sono frutto della passione per il nostro lavoro.

Alla fine degli anni '90 abbiamo aumentato la superficie vitata.
Si è scelto un appezzamento adatto, ben esposto, un bel terreno misto tufaceo picchiettato da tante conchiglie fossili risalenti a molti milioni di anni fa quando c’era ancora il mare. Abbiamo restaurato il vecchio casolare e, dove un tempo c’era la stalla delle imponenti vacche chianine, hanno trovato dimora rotondeggianti barriques.

Consapevoli che per ottenere vini di grande qualità sono necessarie professionalità ed esperienza, abbiamo cercato la consulenza di professionisti del settore in grado di aiutarci a condurre l’azienda verso gli obiettivi qualitativi che ci siamo prefissi. Notevole è stato il loro contributo al fine di produrre il vino che abbiamo in mente.

La Pieve di Corsignano

Abbiamo scelto, come simbolo della nostra azienda, la cariatide (figura femminile dall’aspetto austero ed impettito chiaro simbolo di prosperità e fecondità) che si trova nell’antica Pieve di Corsignano (sec. VIII) situata anch'essa vicino a Pienza. La Pieve, con il suono delle campane, da secoli scandisce i tempi del lavoro dei contadini che come la mia famiglia hanno vissuto queste terre.
 
Già nell’anno 1000 le pievi svolgevano un ruolo importante per le popolazioni disseminate nelle campagne circostanti le quali vi affluivano, quindi, non solo per assistere ai riti religiosi, ma anche per effettuare scambi di prodotti agricoli e per avere informazioni e notizie dalle quali, altrimenti, sarebbero rimaste escluse.
 
La Pieve di Corsignano è un esempio di come riuscissero a convivere le culture, pagana e cristiana,  dando vita ad un tutt’uno che rappresentava in sintesi le speranze della povera gente.